La sfinge alata
Uno dei più belli e più importanti reperti archeologici dell’antica città di Atella è la Sfinge Alata, conservata nel museo civico del comune di Sant’Arpino, sito nel seicentesco palazzo ducale Sanchez de Luna d’Aragona. Questa meravigliosa scultura, che è lunga oltre un metro ed alta quasi 80 cm, venne ritrovata nel 1960, in occasione dei lavori per la rete fognaria, all’angolo tra Corso Atellano e piazza Umberto I, oggi piazza Macrì e testimonia la grandezza e lo splendore della scomparsa città di Atella. La Sfinge Alata di Atella è scolpita nella pietra calcarea e raffigura un leone, con la testa di donna e le ali. L’immagine della Sfinge, nell’antichità, ebbe un’importante funzione funeraria ed è molto diffuso anche l’uso decorativo. Secondo gli archeologi il reperto atellano, è risalente al III secolo a.C e farebbe parte di un trono o di un altare pagano o corredo di una tomba di qualche importante personaggio di Atella testimoniando la floridezza dei commerci della città che era attraversata dalla via atellana un’importante arteria stradale che univa due grandi città come Capua e Napoli. Di origine orientale, molto diffusa nelle antiche civiltà del mediterraneo, la Sfinge è sempre rappresentata come una divinità con corpo leonino e testa umana, nell’antico Egitto rappresentava il faraone, raffigurato come leone accucciato con testa umana e veniva collocata a custodia delle porte lungo i viali d’accesso. Invece presso i greci la Sfinge ha generalmente volto femminile con ampie ali di uccello, così come quella atellana che resta un reperto di grande valore storico ed archeologico, collocando Atella fra le pochissime città della Campania ove è stata ritrovata questa particolare figura mitologica.